Come comunica il gatto

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Il gatto comunica molto bene i suoi stati d’animo: soffia quando è aggressivo e per spaventare potenziali nemici; miagola quando è insoddisfatto o per esprimere dolore, quando si accoppia o durante il calore, o semplicemente per “dialogare” con il proprio padrone; fa le fusa, quando è contento ed appagato o per incoraggiarsi in un momento di pericolo.

Quando stanno male i gatti non si lamentano, ma interrompono ogni attività (pulizia del mantello, alimentazione, gioco) e tendono a nascondersi. Vomito, diarrea, diminuzione dell’appetito, dimagramento, aumento della sete e dell’urina sono sintomi che meritano attenzione e una visita veterinaria.

Le fusa esprimono principalmente una condizione di piacere, una manifestazione di affetto (la gatta puerpera ad esempio ne riserva quantità abbondanti ai piccoli nati e certamente ogni gatto le fa ad un buon padrone).

Il gatto comunica anche con il muso, sfregandolo contro chi gli è vicino in segno di amicizia (la raggiunta amicizia fra due gatti si ratifica con una sorta di bacio fra i rispettivi musi); le femmine usano strofinare un lato del collo su oggetti o sulle gambe dell’uomo, ma il gesto corrisponde solo ad una marcatura del territorio che va letta come una manifestazione di possessività esclusiva nei confronti del padrone.

Il gatto comunica molto bene i suoi stati d’animo: soffia quando è aggressivo e per spaventare potenziali nemici; miagola quando è insoddisfatto o per esprimere dolore, quando si accoppia o durante il calore, o semplicemente per “dialogare” con il proprio padrone; fa le fusa, quando è contento ed appagato o per incoraggiarsi in un momento di pericolo.

Quando stanno male i gatti non si lamentano, ma interrompono ogni attività (pulizia del mantello, alimentazione, gioco) e tendono a nascondersi. Vomito, diarrea, diminuzione dell’appetito, dimagramento, aumento della sete e dell’urina sono sintomi che meritano attenzione e una visita veterinaria.

Le fusa esprimono principalmente una condizione di piacere, una manifestazione di affetto (la gatta puerpera ad esempio ne riserva quantità abbondanti ai piccoli nati e certamente ogni gatto le fa ad un buon padrone).

Il gatto comunica anche con il muso, sfregandolo contro chi gli è vicino in segno di amicizia (la raggiunta amicizia fra due gatti si ratifica con una sorta di bacio fra i rispettivi musi); le femmine usano strofinare un lato del collo su oggetti o sulle gambe dell’uomo, ma il gesto corrisponde solo ad una marcatura del territorio che va letta come una manifestazione di possessività esclusiva nei confronti del padrone.

Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi; solleva la coda in atto di saluto oppure comunica con il corpo rizzando il pelo quando è spaventato o vuole incutere paura.

La coda ritta (con la sola punta piegata da un lato) è indice di benessere, di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all’altro, è indice invece di nervosismo pronto a trasformarsi in aggressività.

Il gatto inoltre, in determinate occasioni, usa leccare altri esseri viventi. Oltre alla madre che lecca i cuccioli per stimolare dall’esterno l’avvio di alcune funzioni biologiche, per insegnare loro la cura del pelo, il gatto può leccare anche l’uomo con cui sia in confidenza, che i comportamentalisti indicano come un messaggio di “appartenenza alla famiglia”.
Se il gatto ha ricevuto dalla mamma l’imprinting del leccare i cuccioli, il gatto proverà piacere di essere accarezzato dall’uomo.

Ogni gatto è capace di sviluppare nel corso dei suoi primi anni una vera e propria “personalità”. Sebbene molti suoi comportamenti siano da noi considerati “umani”, è bene comunque ricordare che un gatto, in genere, non ragiona come noi.

Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi; solleva la coda in atto di saluto oppure comunica con il corpo rizzando il pelo quando è spaventato o vuole incutere paura.

La coda ritta (con la sola punta piegata da un lato) è indice di benessere, di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all’altro, è indice invece di nervosismo pronto a trasformarsi in aggressività.

Il gatto inoltre, in determinate occasioni, usa leccare altri esseri viventi. Oltre alla madre che lecca i cuccioli per stimolare dall’esterno l’avvio di alcune funzioni biologiche, per insegnare loro la cura del pelo, il gatto può leccare anche l’uomo con cui sia in confidenza, che i comportamentalisti indicano come un messaggio di “appartenenza alla famiglia”.

Se il gatto ha ricevuto dalla mamma l’imprinting del leccare i cuccioli, il gatto proverà piacere di essere accarezzato dall’uomo.

Ogni gatto è capace di sviluppare nel corso dei suoi primi anni una vera e propria “personalità”. Sebbene molti suoi comportamenti siano da noi considerati “umani”, è bene comunque ricordare che un gatto, in genere, non ragiona come noi.


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