Dobbiamo fare una doverosa premessa: l’alimentazione del gatto può essere casalinga o industriale. Se desiderate alimentare il vostro gatto con l’alimentazione casalinga, il “fai da te” è molto pericoloso. Nella Clinica Veterinaria Spinaceto il Dott. Alberto Cerbini è in grado di dare tutti i consigli del caso per un corretto bilanciamento della dieta e per consigliarvi su ogni aspetto dell’alimentazione del vostro gatto.

Fatta questa premessa, parliamo della natura del gatto, che è un vero carnivoro.

Il gatto è un felino, con una dieta basata quasi totalmente su alimenti di origine animale (roditori, uccellini, lucertole). La dentatura, l’apparato digerente e il comportamento si sono evoluti in funzione dell’attività predatoria.
Anche se domestico, il gatto non ha cambiato il suo bisogno nutrizionale, quindi la sua alimentazione ha un maggior fabbisogno di proteine rispetto a molti altri mammiferi.

La percezione del sapore

I fattori che influenzano il gatto nella percezione dei sapori sono: odore, sapore, consistenza e temperatura del cibo.

L’odore molto invitante è sufficiente a incoraggiare il gatto a consumare un alimento di per sé poco gustoso. I gatti hanno sulla lingua papille gustative poco sensibili al gusto dolce, ma molto nsibili ai gusti salato, acido e amaro, come ai componenti della carne.

Anche la consistenza dell’alimento influenza l’appetibilità. I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace: riducono le dimensioni del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere ingeriti.
Il cibo in scatola, umido e gustoso, viene consumato rapidamente. I cibi secchi, con contenuto calorico più denso, sono consumati in modo più lento e costante.

La scelta dell’alimento

I gatti amano una dieta variata e spesso scelgono un nuovo alimento rispetto ad uno familiare, a condizione che la differenza tra i due non sia troppo marcata, o la palatabilità troppo scarsa.

La scelta dell’alimento può anche essere emotiva: in caso di stress i gatti adulti tendono a preferire alimenti familiari piuttosto che una dieta nuova, e a rifiutare gli alimenti che sono stati associati ad un evento stressante o doloroso.

Per lo stesso motivo i gatti rifiutano a lungo un alimento che li ha fatti star male, ad esempio ne ha provocato il vomito, oppure a cui è stato aggiunto un farmaco dal sapore sgradevole, o un alimento che non hanno digerito.

Le sostanze nutritive

E’ importante che il consumo di proteine per il gatto adulto costituisca almeno il 25% del consumo giornaliero di calorie. Le proteine devono avere un alto valore biologico, devono quindi derivare da carni, uova e latte.

Certe sostanze non digeribili, come peli e piume, pur avendo un elevato contenuto di proteine, hanno un valore biologico nullo. Quindi, oltre alla percentuale di proteine contenute, è importante la loro qualità.

In gravidanza e lattazione le gatte vanno alimentate con cibo per gattini, più ricco di proteine. Anche gli animali malati o debilitati hanno un maggiore fabbisogno di proteine.

I gatti con malattie renali invece necessitano di un tenore di proteine ridotto ma di alto valore biologico per attenuare gli effetti negativi sui reni del metabolismo proteico.

L’eccesso di proteine è dannoso quanto la carenza perchè l’eccesso proteico escreto nelle urine rappresenta un carico inutile per i reni, determinando l’insorgenza di insufficienza renale.

Implicazioni pratiche nell’alimentazione dei gatti sani e malati

Ci sono diversi modi in cui l’alimentazione può essere manipolata per stimolare il consumo di cibo da parte del gatto malato. Il cibo deve essere a temperatura ambiente o tiepido, in modo da emanare profumo che lo invoglierà a mangiarlo.

Con il passare delle ore il cibo nella ciotola ore diminuisce l’odore rilasciato. Meglio offrire piccole quantità di cibo gradevole e tiepido. Anche la varietà di sapori e di consistenza (umido o secco) può aumentare la quantità di cibo assunto.

Se per il trattamento di una malattia è necessaria una dieta speciale, è preferibile introdurla gradualmente, insieme alla sua dieta originale (salvo controindicazioni mediche).

Infine, poiché nei momenti di stress il gatto preferisce una dieta familiare, i proprietari lo possono aiutare fornendo al Veterinario o alla pensione il suo cibo abituale.

L’alimentazione in pratica

La dieta “in natura” dei gatti, è costituta da circa il 45% di proteine, il 45% di grassi e solo il 4-5% di carboidrati.

E’ molto difficile, se non impossibile, riuscire a preparare una dieta casalinga completa e bilanciata senza specifiche competenze di nutrizione animale. Un errore grave è ad esempio alimentare il gatto con sola carne o polpa di pesce, che sono quasi completamente privi di calcio e causano gravi difetti scheletrici.

Se si decide invece di ricorrere agli alimenti commerciali, è importante scegliere un alimento di qualità.

Non necessariamente le marche più pubblicizzate o più costose sono le migliori. Fatevi consigliare dal Veterinario.

Crocchette o scatolette?

Le crocchette hanno indubbi vantaggi, sono più economiche, meno deperibili e non lasciano residui di cibo in bocca.

Gli alimenti umidi sono più ricchi di acqua, e possono essere indicati in caso di problemi specifici, come per gatti con insufficienza renale.

Un consiglio generale è quello di somministrare alimenti diversi, in modo da non abituare il gatto a nutrirsi esclusivamente di un solo alimento, diventando “difficile nei gusti” con tutto ciò che ne consegue in caso di necessità dietetiche obbligate per motivi di salute.

Alternare cibo secco e umido può essere un buon metodo per non farlo abituare.

Per individuare la qualità di un alimento osservate l’etichetta. Gli ingredienti, in ordine decrescente per quantità, devono essere di origine animale come carne, pesce, uova, o farina di carne o di pesce, preferibilmente non sottoprodotti.

Maggiore è la percentuale di carboidrati, più scadente è il prodotto.

Gli errori da evitare

Non date al gatto cibo per cani: i gatti hanno fabbisogni alimentari diversi dai cani, ad esempio hanno bisogno di più proteine nella loro dieta e di alcuni aminoacidi specifici.
• Gli alimenti commerciali a basso prezzo difficilmente sono di buona qualità, perché le materie prime di qualità hanno un costo.
• Nutrire il gatto esclusivamente con carne, tonno in scatola o polpa di pesce causa gravissime carenze di calcio che danneggiano lo scheletro, soprattutto nei gattini in crescita.
• Evitare ritagli grassi, bianco d’uovo crudo, ossa e lische.
• Il fegato va dato in quantità molto modesta perché può causare tossicità da eccesso di vitamina A e il polmone ha valore nutritivo molto scarso.

 

Il cambio di alimentazione

In caso di passaggio ad un nuovo cibo è importante la gradualità. Un improvviso cambio di alimentazione può alterare repentinamente la flora batterica, rendendo più difficile la digestione e causando disturbi intestinali. Per evitare problemi il passaggio al nuovo alimento può richiedere 7-10 gg.

Si consiglia di integrare gradualmente il cibo nuovo con il cibo vecchio, aumentando in proporzione le quantità.

Dopo circa un mese dal cambio di alimentazione, verificate lo stato generale del gatto: occhi lucenti, un mantello lucido e in ordine, uno stato di nutrizione ottimale (non troppo magro e non troppo grasso), feci compatte e non troppo odorose e tanta vitalità vi faranno capire che l’alimentazione è giusta.

Le diete terapeutiche

Gli studi di nutrizione hanno fatto notevoli progressi negli ultimi anni permettendo di formulare una varietà di alimenti specifici per molte condizioni patologiche (come diabete, insufficienza renale, obesità, calcoli urinari, convalescenza, allergia alimentare, disturbi intestinali).

Queste diete, che vanno somministrate solo su specifica prescrizione e secondo le indicazioni del veterinario, possono rappresentare un valido aiuto nel trattamento di molte condizioni.

Gli integratori

Se si somministra al gatto una dieta commerciale di elevata qualità non si deve aggiungere alcun integratore minerale o vitaminico, perché si creerebbe un eccesso, pericoloso per la salute.

Nel caso di diete casalinghe, prima di somministrare integratori è preferibile chiedere consigli al Veterinario per evitare di creare squilibri.

Talvolta gli integratori vengono prescritti a gatti debilitati o malnutriti, ma è anche possibile evitarne l’uso ricorrendo ad una dieta bilanciata o a un alimento commerciale specifico molto nutriente, calorico e digeribile.

La frequenza dei pasti

Il gatto ama fare pasti piccoli e frequenti, circa 10-20 al giorno; questo rispecchia l’attività predatoria del gatto selvatico, che uccide e consuma piccole prede più volte al giorno, se la caccia ha successo.

Nei gatti che non hanno problemi di soprappeso e in quelli in crescita è possibile lasciare il cibo sempre a disposizione, in particolare se è del tipo secco.

Un gatto sano e attivo normalmente mangia la quantità di alimento utile a soddisfare le sue necessità caloriche, e non di più.

In appartamento, il gatto ha minori possibilità di praticare esercizio fisico. Razionate quindi l’alimento per evitare problemi di obesità. In tal caso la quota totale giornaliera può essere divisa in 5-6 piccoli pasti.

È importante seguire una routine, lasciando il cibo a disposizione a orari fissi, senza mai cedere alle richieste. Il gatto impara rapidamente gli orari dei pasti. Evitate di allungare cibo dal vostro piatto.

Il consumo di erba

I gatti amano moltissimo ingerire fili d’erba, cosa che può apparire insolita per un carnivoro.

Si ritiene che il gatto mangi erba per indurre il vomito grazie all’azione meccanica dei fili d’erba sulla parete dello stomaco; in questo modo può liberarsi di sostanze indigeribili come il pelo ingerito leccandosi.

In mancanza di erba molti gatti d’appartamento si adattano a ingerire le piante in vaso, con il pericolo di avvelenarsi. Si può ovviare al problema lasciando a disposizione del gatto dell’erba coltivata, di cui si trovano i semi in vendita nei negozi per animali.

Chiama